15 Dec 2019
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Calcio, i muresi Farenga nella gloriosa storia del Boca Juniors

MURO LUCANO – Non è facile accostare lo sport ai flussi migratori. Quando parliamo di sport, di calcio in particolare, l’attenzione posa su una attività dove l’impegno fisico e il tempo libero appaiono predominanti.

Il migrante tradizionale, in generale, si trova sprovvisto dei due requisiti fondamentali: il tempo libero e l’attività sportiva. Anche per questi motivi solitamente il riferimento allo sport si ricompatta con lo spettacolo e quindi il migrante viene visto come un fruitore, ma le cose non stanno sempre cosi, in particolare per quanto riguarda l’esperienza italiana del 900. Lo sport all’inizio del 900 non era un fenomeno di massa. Era ristretto ad una élite economica e sociale. Elite soprattutto del nord europeo, in particolare la nobiltà e i commercianti inglesi, che hanno diffuso lo sport in tutto il mondo. Il calcio è stato veicolato prima di tutto nei grandi porti e nelle grandi città. Dopo questa fase sono entrate in scena le parrocchie e le società di mutuo soccorso. In questo scenario si colloca la storia della fondazione di importanti squadre dentro i grandi flussi migratori, anche dei lucani, dove la componente contadina e operaia era prevalente. Inizialmente non accedettero alle attività sportive riservate a nobili ed alla borghesia ma questa storia non durò molto. Lo dice anche la gloriosa storia della fondazione del Boca Juniors a Buenos Aires. In questi tempi dove prevalgono le passioni tristi, la fabbrica della paura e del falso è utile ricordare che ci sono voluti 105 anni per appurare che tra i pochi fondatori della squadra portegna ci fossero due fratelli Farenga di origine lucana e in particolare di Muro Lucano.

Approfondimenti sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Pietro Simonetti

Centro studi e ricerche economiche e sociali