20 Nov 2019
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Calcio, Pittella s’indigna per… il Napoli

POTENZA – La vita è fatta di priorità recitava la nota pubblicità di un gelato. E tra queste, almeno per tre quarti della popolazione italiana, il calcio occupa una posizione decisamente importante. Chi non si è rovinato una domenica dopo aver assistito ad una sconfitta beffarda della sua squadra del cuore all’ultimo minuto o per un rigore inesistente, o non è uscito di casa un lunedì mattina col sorriso di chi, dopo una roboante vittoria in un derby o in uno scontro diretto tra le grandi del nostro campionato, sa di essere immune dagli sfottò al bar o sul posto di lavoro. Poche cose in Italia dividono e uniscono più del calcio, forse solo gli arbitri. Quelle che una volta erano soprannominate “giacchette nere”, nonostante da un paio di stagioni possano contare sulla tanto invocata Var, continuano a prendere cantonate di ogni tipo, alimentando quella cultura del sospetto che da sempre è insita nell’animo del tifoso italiano, e ha celebrato la sua epopea negli anni della cosiddetta “Calciopoli”, con la Juventus che si è vista revocare un paio di scudetti e ha dovuto subire l’onta della retrocessione nella serie cadetta. La sacralità del calcio è tale da arrivare a suscitare la sensibilità dei nostri parlamentari che tra mille emergenze, ambientali, sanitarie, occupazionali ed economiche, trovano il tempo, ma verrebbe più da dire il coraggio, di presentare un’interrogazione parlamentare sull’esito di una partita di calcio. E così il senatore lucano del Pd, Gianni Pittella (ex vicepresidente del Parlamento Europeo) e il collega Gaetano Quagliariello, tra i primi iscritti del movimento di centro-destra lanciato dal governatore ligure, Giovanni Toti, hanno pensato bene di chiedere al ministro dello Sport “quali iniziative voglia intraprendere per assicurare a milioni di appassionati di calcio la regolarità e l’imparzialità del campionato di Serie A”.

 

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di Fabrizio Di Vito