15 Dec 2019
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Cogli il bando, respinti tutti i ricorsi: l’ex sindaco di Venosa resta ai domiciliari

POTENZA – Ricorsi rigettati e misure cautelari confermate. Il tribunale del Riesame di Potenza ha respinto le istanze avanzate dai difensori di cinque delle sette persone finite nelle scorse settimane agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sui presunti bandi truccati e le pratiche edilizie facili tra Venosa e Melfi.

Misura confermata, quindi, per l’ex sindaco della città di Orazio, Tommaso Gammone, l’ex assessore Rosa Cetrone, il dirigente e un dipendente dell’ufficio Tecnico comunale, Antonio Cacosso e Emanuele Lichinchi, e l’ingegnere Mario De Feudis. Restano ai domiciliari anche l’ex funzionario del distaccamento di Melfi dell’Ufficio Difesa del Suolo della Regione Basilicata, Nicola Calabrese, e il figlio architetto, Andrea Luciano Calabrese, per i quali però la difesa non aveva avanzato nessuna istanza al tribunale della Libertà del capoluogo lucano. Il gip Rosa Maria Verrastro, lo ricordiamo, aveva condiviso soltanto in parte l’impianto accusatorio della procura di Potenza, disponendo complessivamente 17 misure cautelari e rigettandone tante altre: non a caso, il prossimo 10 dicembre, sempre il Riesame, discuterà l’appello avanzato dalla procura contro il rigetto di diverse richieste di misure cautelari.

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di Fabrizio Di Vito