11 Dec 2019
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Governo Bardi, Confindustria ricuce. Pensiamo Basilicata no

POTENZA – Nessuna voglia di sostituirsi alla politica. Solo un’apertura di dialogo sui temi che interessano il lavoro e la Basilicata che produce.

“Del resto abbiamo collaborato con Pittella, vogliamo farlo oggi e lo faremo domani con chi ci sarà”. La verità è che sul piano metodologico il presidente Bardi non ha concesso a “Pensiamo Basilicata”, il cartello delle associazioni rappresentato da Paolo Laguardia, quella sorta di corsia preferenziale come accaduto in passato. Pesa in particolare la vicenda Total e l’atteggiamento tra giunta regionale e associazioni dei datori di lavoro che lamentano di non essere stati convocati nella trattativa conclusa in vista dell’apertura del centro olio a Tempa Rossa. Antonio Miele, presidente di Confartigianato Basilicata ed esponente di “Pensiamo Basilicata” parla di questione di metodo e di merito. Respingendo però con forza qualsiasi ipotesi di “ripicca” politica.
Presidente Miele, a giudicare dall’incontro avuto anche con Confindustria e le organizzazioni sindacali, emergono forti difficoltà a dialogare con la giunta regionale?
Abbiamo discusso serenamente ma riteniamo che il percorso avviato in questo modo non porti da nessuna parte. Riaprire una discussione in Basilicata sulle cose da fare nell’interesse dei lucani resta la nostra priorità.
Sarebbe?
Noi vogliamo dare il nostro contributo come è stato anche per il passato. Allo stesso modo vorremmo tornare sui tavoli di concertazione regionali, discutere delle cose che ci riguardano e cercare di dare un valore aggiunto anche all’azione politica perché riteniamo che le due cose debbano camminare di pari passo.

L’intervista integrale sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Celestino Benedetto