15 Dec 2019
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Pd, l’assalto di Margiotta con vista sulla Regione

POTENZA- In molti si aspettavano di vederlo saltare sulla barca di Italia viva. Anzi. Qualcuno lo immaginava addirittura tra i cosiddetti ”padri fondatori” del nuovo movimento di Matteo Renzi al fianco di Vito De Filippo.

Forte della loro consolidata amicizia con il senatore di Rignano. E invece no. Salvatore Margiotta ha deciso di restare nel Partito democratico e con un obiettivo ben preciso. Consolidare la leadership e guardare alle sfide future in veste di attore protagonista. Quello principale per intenderci. In quel partito nel quale, negli anni, ha saputo sempre ritagliarsi uno spazio di autonomia. Renziano sì, pittelliano un po’ meno, direbbe chi bene lo conosce. Ma caduta la roccaforte rossa, e con essa tutto l’ambaradan di correnti e correntoni interne al partito regionale, il senatore, a differenza di altri, non se l’è sentita di abbandonare la barca. Del resto un partito senza un segretario, commissariato e in attesa di un congresso, deve essergli sembrato come un figlio abbandonato dai genitori in mezzo alla strada. E chi meglio di lui, da settembre sottosegretario alle Infrastrutture può aiutarlo a rimettersi in piedi? E’ esattamente questo il ragionamento che probabilmente il senatore di Potenza deve aver fatto.

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di Mara Risola