15 Dec 2019
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Regionali, quote rosa: la legge “imbroglio” non basta

POTENZA – Dopo nove anni si rivedrà una donna tra i banchi del Consiglio regionale di Basilicata. Sì ma a che prezzo? Indubbiamente la rappresentanza femminile con la doppia preferenza di genere doveva essere il pezzo forte della nuova legge elettorale. Eppure così non è stato. E più di qualcuno lo fa notare, a partire dal Radicale Maurizio Bolognetti, protagonista in estate di un acceso confronto con alcuni consiglieri, ora rimasti fuori dal nuovo parlamentino. Alla fine dei giochi entra solo la leghista Donatella Merra con i suoi 1.995 voti ma più per la forza e l’exploit della Lega che per la performance in sè. Tanto da risultare la quinta dei cinque eletti nelle file della Lega nel Potentino, sui sei consiglieri totali. Eppure l’estate scorsa, la modifica ferragostana della legge elettorale sembrava aver risolto tutti i problemi. Risultato? Il centrosinistra elegge zero donne e verrebbe da chiedersi quanti dei rieletti abbiano invitato ad esprimere la doppia preferenza di genere. Basta spulciare un po’ tra i voti finali per accorgersi che i risultati sono quasi “scientificamente” simili. Ad esempio nella lista Avanti Basilicata con il governatore uscente inafferrabile, dall’alto dei suoi 8.800 voti la prima donna ne prende appena un quarto. Si tratta di Rosa Solimeno che varca di poco i 2mila. A seguire ben 5 donne restano impantanate nella forbice tra 1.200 e 1.500 preferenze.

 

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di Alessandro Panuccio