13 Dec 2019
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Rimborsopoli, in Piemonte si chiude il processo d’appello. In Basilicata si ascoltano ancora i testimoni

POTENZA – La notizia delle 25 condanne in appello nell’ambito del processo sulla “Rimborsopoli” piemontese (con un ribaltamento del verdetto di primo grado dove ben 15 imputati erano stati assolti) fa tornare in primo piano il tema della “doppia velocità” della giustizia. Distretto che vai, durata dei processi che trovi, verrebbe da dire. Lo scandalo sugli scontrini rendicontati da assessori e consiglieri regionali era esploso, praticamente in tutta Italia, nei primi mesi del 2013. In Basilicata sono passati oltre 5 anni dal terremoto politico-giudiziario che portò alla caduta della giunta regionale e alle elezioni anticipate del novembre 2013, ma siamo ancora al primo grado di giudizio. Nessuna condanna, nessuna assoluzione. Solo infinite lungaggini burocratiche e continui cambi dei giudici che compongono il collegio giudicante. E la fine del processo appare ancora lontana: decine e decine i testimoni che ancora devono essere ascoltati prima di poter chiudere il dibattimento e passare alla fase della discussione. Si tratta di un caso più unico che raro nel panorama italiano: in tutte le altre regioni dove è esploso lo scandalo rimborsi, infatti, c’è stato almeno il verdetto di primo grado.

 

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