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Il giovane è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Potenza

Melfi, condanna definitiva per Antonio Cassotta

Associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti tra Melfi e dintorni: questa l’accusa: deve scontare 14 anni e 6 mesi

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Primo Piano
Melfi, condanna definitiva per Antonio Cassotta
Una volante della polizia. Antonio Cassotta è stato arrestato dalla squadra mobile di Potenza
MELFI – Associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti tra Melfi e dintorni: questa l’accusa che ha portato alla pena definitiva a 14 anni e mezzo di reclusione per Antonio Cassotta, 28 anni, figlio di Marco Ugo, ucciso nel luglio del 2007 dal suo ex braccio destro, Alessandro D’Amato che con quel delitto di fatto firmò il suo passaggio al clan rivale, quello dei Di Muro-Delli Gatti. Il giovane è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Potenza dopo che la Cassazione, confermando i verdetti di primo e secondo grado, ha reso definitiva la condanna a 16 anni di reclusione.
Scontato il periodo di detenzione cautelare, Cassotta deve scontare ancora 14 anni e sei mesi di reclusione. La condanna è relativa al processo scaturito dall’operazione denominata Oscar che nell’ottobre del 2008 portò alla luce un’intensa attività di spaccio di cocaina, hashish e marijuana nella città federiciana. Al 28enne sono stati contestati decine di episodi di approvvigionamento, trasporto e spaccio di cocaina, e anche la detenzione illecita di armi da fuoco. L’operazione Oscar aveva portato alla luce le cosiddette nuove leve del clan Cassotta, decapitato dalle inchieste giudiziarie ma soprattutto dalla sanguinosa faida del Vulture Melfese caratterizzata tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000 da una lunga scia di sangue per il controllo del territorio.

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