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Gli imputati erano oltre 50

Porto d’armi, a processo solo un armiere di Pignola

L'inchiesta per falsi certificati di idoneità psico-fisica per il rinnovo del documento

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Primo Piano
Porto d’armi, a processo solo un armiere di Pignola
Porto d'armi
POTENZA – Gli imputati erano oltre 50, ma a processo ne va soltanto uno. Si è chiusa con il rinvio a giudizio dell’armiere di Pignola, Gerardo D’Acunto, l’udienza preliminare del processo riguardante il rilascio di porto d’armi sulla base di falsi certificati di idoneità psico-fisica che, secondo l’accusa, sarebbero stati predisposti proprio da D’Acunto. Non luogo a procedere, invece, per coloro che avevano ottenuto il rinnovo del porto d’armi: ad avviso del giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Potenza, Salvatore Pignata, non erano a conoscenza dei presunti falsi commessi da D’Acunto nel disbrigo delle pratiche.
Principio peraltro già alla base della richiesta di archiviazione chiesta e ottenuta dalla procura di Potenza per decine di altri indagati risalente all’inizio del 2021. In 52, invece, erano finiti davanti al gup nell’estate dello stesso anno. L’inchiesta della polizia era partita nell’aprile del 2019 da una verifica di routine effettuata in merito alla richiesta di rilascio di porto di fucile per uso sportivo a cui era allegato un certificato medico apparentemente rilasciato da un medico in servizio nell’infermeria del carcere di Potenza che, sentito dagli inquirenti, aveva smentito categoricamente di aver apposto la sua firma su quei certificati. Ora però sarà il solo D’Acunto a doversi difendere a processo dall’accusa di falso.

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