POTENZA - Seconda sfida in quattro giorni. La gara con il Cosenza è una tappa molto importante del rush finale di stagione per il Potenza. C’è un posizionamento play-off, ancora ballerino, da difendere, una condizione da affinare in vista della finale di Coppa Italia che si avvicina, ma soprattutto un avversario da affrontare con il giusto atteggiamento. Perché se è vero che la sconfitta con il Benevento può essere archiviata senza drammi, non si può tralasciare del tutto il discorso del campionato. Vincere aiuta a vincere, e un risultato positivo contribuirebbe in maniera decisiva ad arrivare alla competizione della Coccarda con la corretta predisposizione mentale. I due allenamenti di lunedì e ieri pomeriggio hanno evidenziato un gruppo sereno, in palla, al netto di qualche acciacco normale per il periodo. Ma è stata soprattutto la prestazione (specie nel primo tempo) contro la capolista a dimostrare che il lavoro di De Giorgio non ha mai smesso di essere inculcato nei suori ragazzi, anche durante la fase più dura dell’emergenza. Ora è il momento di raccogliere i frutti. Con il Cosenza torneranno a disposizione Erradi, Schimmenti e Adjapong (tutti e tre in odore di titolarità) mentre saranno out Kirwan (affaticamento) e Castorani (squalificati).
Proprio il centrocampista del Potenza è una delle note liete dei rossoblù. Decisivo col rigore di Latina, e autore di una prova mostruosa contro il Benevento. Cuore e polmoni al servizio della causa, ma anche la capacità di attaccare l’area avversaria con cattiveria e incisività.
Castorani, intervenuto a Stop&Gol su La Nuova Tv è tornato sul match con la prima della classe: “C’è un po’ di rammarico, perché la sensazione in campo era che almeno un punto si potesse portare a casa. Nei primi cinque minuti della ripresa loro sono stati molto aggressivi, e abbiamo commesso la leggerezza di non buttare fuori il pallone con D’Auria a terra. Loro sono venuti in pressione forte e noi non eravamo pronti. Un peccato”. MANCATA REAZIONE - Sulla mancata reazione il numero 8 rossoblù è onesto: “Loro sono bravi. Addormentano la partita, poi accelerano, nel frattempo il tempo passa e tutto diventa più difficile. Ma al di là del Benevento questa è una qualità che ci sta mancando rispetto all’anno scorso. Quando andiamo sotto facciamo un po’ fatica a reagire. Dobbiamo migliorare e farlo in fretta. Le partite si possono mettere male, ma bisogna essere bravi a reagire”. I RIGORI - In questa stagione Castorani si è riscoperto rigorista, due rigori pesanti con la Ternana in Coppa e poi a Latina: “Sicurezza e incoscienza, ci vogliono entrambi. Non è semplice calciare due penalty così decisivi. Ma ho sentito più la pressione a Latina, al 95’, perchè tra proteste ed Fvs è passato molto tempo dal fischio al tiro. Nel frattempo c’erano altri compagni che chiedevano se volessi tirarlo. Ma il rigore me l’ero conquistato io e volevo calciarlo. Mi sentivo sicuro. Dopo quello con la Ternana ho acquisito delle certezze in più. Ed è andata bene”.
La sua firma sulla vittoria di Latina ha scatenato anche dei meme goliardici sulla scorsa del post dell’ufficio stampa rossoblù: “Sei bella come un rigore di Castorani al 94’”. Social impazziti e il centrocampista che ammette: “Mi hanno strappato un sorriso”.
Due gol, tre giocate decisive in stagione, nonostante i tanti contrattempi: “E’ stato un anno particolare per me. Sono stato assente quasi tre mesi, ma anche nelle partite dell’andata non stavo benissimo. Mi sono trascinato un’infiammazione dalla scorsa stagione. A un certo punto mi sono fermato e al rientro ho avuto un problema muscolare, il primo della mia carriera. E poi dopo che avevo recuperato ho beccato un virus. Son tutte cose che mi hanno frenato. E’ stato un anno travagliato. Adesso, però mi sento bene. Non ho più quel dolore lì, a livello muscolare ho risolto tutto. Mi sono rimesso in riga. Poi dopo i rigori con Ternana e Latina e la prestazione col Benevento mi sento in fiducia”.
Titolare inamovibile la passata stagione, titolarità da riconquistare adesso, anche perchè nel frattempo sono cresciuti i suoi compagni di reparto, da De Marco a Maisto, passando per la maturazione di Siatounis: “E’ così. Sono tornato dopo tanto tempo, e il posto bisogna riconquistarlo perché non ti regala niente nessuno. A centrocampo siamo tanti e tutti forti, però è una concorrenza sana. Io, come i miei compagni di squadra, abbiamo il dovere di farci trovare sempre pronti. Poi la scelta spetta al mister”.
Ad Ascoli Castorani ha sfiorato il sogno della Serie B. Ventidue anni, in rampa di lancio, poi tante piccole concause lo hanno costretto alla ripartenza dalla Serie D, fino al rilancio definitivo a Potenza: “Porto sempre nel cuore Fabio Lupo, il direttore sportivo che mi ha portato in B e che ha creduto in me. La mia sfortuna è stata che lui dopo tre mesi ha lasciato Ascoli e chi è arrivato dopo ha fatto altre scelte”. La Serie B resta un obiettivo personale? “Ho 26 anni e sono consapevole che più passa il tempo e più diventa difficile. Ma l’obiettivo c’è sempre”.
Il 7 in pagella della Nuova per il match col Benevento ha fatto discutere addetti ai lavori e non. Mister Antonio Palo, presente in studio, ha dato il suo benestare. Il centrocampista ha glissato: “Tra 6,5 e 7, dai ci può stare. Ma sono uscito subìto, forse mezzo voto in meno”. Leve lunghe, gambe e braccia che mulinano, Castorani ha approvato anche il soprannome “La Piovra”: “Si, mi rispecchia, mi piace”. Qualcuno lo paragona anche al McTominay del Napoli, soprannominandolo McCastor: “Ci ridiamo su con Mario Pesarini (addetto stampa del Potenza, nda). Abbiamo un bel rapporto e lui su queste cose mi stuzzica molto. Fanno piacere”.
La finale di Coppa si avvicina: “Si, ma non ci pensiamo ancora. Prima di quella gara vogliamo fare più punti possibili per arrivare tranquilli e disputare la doppia sfida al Latina al 100%”.
Questa mattina alle 10 ci sarà la conferenza stampa di mister Pietro De Giorgio che presenterà, in diretta su La Nuova Tv, il match di giovedì sera al Viviani con il Cosenza