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"Rimettere al centro le persone”

“Ci facciano votare contro i vitalizi”

Il Comitato referendario per abrogare il privilegio si allarga: aderiscono molte associazioni

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Primo Piano
“Ci facciano votare contro i vitalizi”
Il Comitato promotore del referendum per abrogare i vitalizi
POTENZA - Dopo le tante sollecitazioni dei cittadini indignati per l’approvazione dei vitalizi ai consiglieri regionali della Basilicata, il comitato referendario per l’abrogazione della legge regionale si allargherà con l’adesione di molte associazioni. “Per questo - commenta il comitato promotore - lanciamo l’appello a tutto il mondo associativo per la più ampia partecipazione possibile. Siamo in una situazione di gravissima sospensione delle democrazia e questa è una battaglia per i diritti e per la giustizia sociale. Ancora una volta sollecitiamo la Consulta regionale per le garanzie statutarie a convocarci, perché venga garantito il diritto dei cittadini e delle cittadine di esprimersi rispetto a una questione che li riguarda da vicino. Nel momento storico attuale particolarmente critico e incerto, dove alle difficoltà territoriali si sommano quelle determinate dal contesto internazionale - basta vedere cosa sta accadendo in questi giorni al costo del gas e del petrolio dopo l’attacco di Usa e Israele in Iran - è assurdo e anacronistico che la priorità del governo Bardi sia l’indennità differita dei consiglieri regionali, un privilegio che resta nonostante i correttivi apportati alla legge. E nonostante le narrazioni dei consiglieri regionali della maggioranza, alcuni anche con esperienza e competenze giuridiche, che vogliono far credere ai lucani che si tratti di una giusta rivendicazione del sistema contributivo e che i vitalizi erano quelli precedenti. La verità - spiegano - è un’altra. Basta andare a rileggersi la legge 38 del 2002, da cui si evince che i consiglieri regionali versavano il 28 per cento della propria indennità per maturare il vitalizio abolito nel 2011.
La norma attuale invece, riapprovata il 16 febbraio scorso, prevede che i consiglieri regionali non verseranno neanche un euro: e matureranno il nuovo vitalizio dopo appena cinque anni di mandato. È solo formale, infatti, il versamento dell’8,7% dell’indennità (al quale corrisponde un impegno finanziario quasi triplo a carico della collettività). Anche questo obolo nominalmente a carico dei consiglieri è sottratto alla comunità, perché il Consiglio regionale ha abrogato il taglio del 10% dell’indennità che finanziava il fondo sociale. Il Consiglio regionale ha festeggiato il salvataggio di un fondo che non esiste più. Una beffa e un insulto a tutti i lucani. Il governo Bardi - continua la nota - ha scritto una delle pagine più brutte della storia istituzionale del Consiglio regionale della Basilicata, incurante della drammatica situazione sociale: cassa integrazione ormai esplosa, salari più bassi d’Italia, profonda crisi industriale senza alcun piano a tutela del nostro tessuto socio economico ed occupazionale, per non parlare della povertà e degli anziani che vivono con pensioni al minimo. E in tutto questo scenario, che avrebbe richiesto tutti gli sforzi della politica per trovare rimedi, i consiglieri regionali hanno scelto un’altra priorità: la loro condizione economica. Ecco perché continueremo la nostra mobilitazione per chiedere il referendum abrogativo. Vogliamo ristabilire le priorità dell’agenda politica lucana. E vogliamo aprire la strada della democrazia partecipata: non è accettabile che il diritto al referendum, previsto dallo Statuto approvato nel 2017, non sia ancora attuato per legge. Se il Consiglio rifiuta di adempiere ai suoi obblighi, non ci si può sottrarre alle previsioni della legge 40. In un modo o nell’altro, fateci votare, per archiviare privilegi antistorici e rimettere al centro i diritti delle persone”.

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