Logo La Nuova del Sud

A Dubai tanti lucani ancora bloccati

Rientrati a Roma i pellegrini materani

Guerra in Medio Oriente, a Fiumicino l’atterraggio del volo con a bordo trenta lucani: “Stiamo bene”

|
Primo Piano
Rientrati a Roma i pellegrini materani
I pellegrini materani rientrati a casa dal Medio Oriente
ROMA - Da Milano a Roma. Da Malpensa a Fiumicino. Dopo l’aereo che martedì sera ha riportato in Italia da Abu Dhabi circa 200 studenti rimasti bloccati a Dubai dopo l’escalation del conflitto in Medio Oriente (volo sul quale ha viaggiato anche la 17enne Laura di Policoro: ad attenderla per riabbracciarla e riportarla a casa c’era papà Alessandro), ieri mattina hanno fatto ritorno a casa anche i trenta materani che si trovavano dal 21 febbraio scorso a Gerusalemme per un pellegrinaggio in Terra Santa. Da Israele si erano spostati ad Amman, la capitale della Giordania, da dove sono riusciti a trovare i biglietti per un volo diretto a Roma.
A far parte del gruppo di pellegrini anche l’ex consigliere comunale Gaspare L’Episcopia che subito dopo l’atterraggio ha postato un video sul suo profilo Facebook per rassicurare e tranquillizzare tutti sullo stato di salute di tutti i componenti del gruppo. Sempre ad Amman, però, restano altri lucani.
E’ il caso di Ludovica, giovane di Viggianello in Medio Oriente ormai da diversi mesi per motivi di studio-lavoro, raggiunta circa un mese fa anche dal fidanzato e dai genitori che avevano già prenotato il volo di ritorno per sabato. Poi tutto è cambiato dopo l’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran e ora anche questa famiglia lucana attende indicazioni precise per poter far rientro in Italia in completa sicurezza. La Farnesina ha annunciato un nuovo piano di rientri nelle prossime 24-48 ore, ma si tratta di operazioni lunghe e complesse: sono circa 70mila gli italiani che si trovano nei paesi attualmente considerati a rischio, per motivi di studio, lavoro e vacanza, tra presenze stabili e temporanee. Anche a Dubai ci sono ancora tanti lucani che attendono risposte: tra questi il consigliere comunale di Potenza, Massimiliano Di Noia che sui social ha denunciato l’assenza di un presidio istituzionale chiaro, strutturato e autorevole a tutela dei cittadini italiani presenti nell’area. Lo stop ai voli da e per Dubai è stato prorogato almeno fino a domani e bisognerà attendere l’evoluzione della vicenda.
Sempre a Dubai resta bloccato il potentino Domenico Becce con la compagna Angelica Santoro, negli Emirati Arabi per una breve vacanza. I lucani attualmente a Dubai lamentano l’impossibilità di mettersi in contatto con il numero di emergenza indicato dal Consolato italiano: “Non risponde mai nessuno” hanno evidenziato sui social sia Di Noia che Becce. L’obiettivo è quello di trovare un Paese, uno scalo aeroportuale dove potersi spostare per poi partire alla volta dell’Italia

Gli aumenti

E intanto le conseguenze dell’ennesima guerra si abbattono sulle tasche dei cittadini: il prezzo dei carburanti continua a salire in modo vertiginoso, ma soprattutto ingiustificato. Le quotazioni sono in netto aumento (anche se ieri il Brent non è mai andato molto aldilà degli 80 dollari al barile), ma il diesel e la benzina con cui riforniamo le nostre automobili in questi giorni è stato pagato dalle compagnie ad un prezzo nettamente inferiore a quello attuale. E’ il classico fenomeno della doppia velocità: i prezzi salgono subito quando le quotazioni si infiammano, scendono molto più lentamente quando c’è un crollo. Speculazioni sulle quali sarebbe auspicabile un maggiore controllo da parte delle autorità competenti, a tutela delle tasche dei consumatori che continuano a pagare sulla loro pelle dinamiche inaccettabili. Ieri a Potenza presso diverse stazioni di servizio sono comparsi prezzi per il diesel addirittura vicini a 1,85 euro al litro, con un incremento di 11-12 centesimi in meno di due giorni.

Notizie Correlate


Ultime Notizie di Primo Piano