POTENZA - Un giudizio unanime di forte contrarietà. E’ quello che accomuna i segretari generali di Cgil e Uil, Fernando Mega e Vincenzo Tortorelli rispetto alla legge regionale che reintroduce i mini vitalizi ai consiglieri regionali della Basilicata. La Cgil precisa che in questo momento non sta promuovendo alcuna raccolta firme contro i vitalizi, così come invece riportato “strumentalmente ed erroneamente” dal consigliere regionale Alessandro Galella nella seduta consiliare di lunedì, fermo restando il “pieno sostegno al comitato referendario per l’abrogazione dei vitalizi”.
Il segretario generale della Cgil, Fernando Mega
“Seduta - commenta il segretario generale Cgil Basilicata, Fernando Mega - nella quale è andato in scena uno spettacolo indecoroso. E non mi riferisco soltanto alla bagarre tra un assessore e un consigliere regionale avvenuta durante la pausa dei lavori. Invece di abrogare in toto la legge, si fa una caccia alla streghe, accusando addirittura i liberi cittadini che si sono indignati rispetto all’introduzione di un privilegio che, ribadiamo, è un insulto alla condizione in cui vivono i lucani e le lucane. Come sindacato vogliamo anche precisare che c’è una differenza tra i vitalizi e le pensioni che prendono oggi i lucani, paragone inopportuno, più volte tirato in ballo ieri e non soltanto dal consigliere Galella. Un lavoratore lucano oggi prende in media 600 euro di pensione dopo 42 anni di servizio e cinque mesi, non dopo cinque anni come prevede la norma dei vitalizi. In tal proposito, mi rendo disponibile a impartire una lezione in Consiglio regionale, se ne avvertissero l’esigenza. Infine, nel ringraziare il consigliere per aver ritenuto la Cgil l’unico vero partito di opposizione, invitiamo la maggioranza di centrodestra nella massima Assise regionale a non trovare capri espiatori per sfuggire alle proprie responsabilità e di affrontare le questioni nel merito. Detto ciò, la posizione della Cgil resta invariata - conclude Mega - I correttivi alla legge approvati, come l’eliminazione della retroattività e l’intoccabilità del fondo sociale, sono fumo negli occhi. I privilegi restano e la legge va abrogata”.
Il segretario generale della Uil di Basilicata, Vincenzo Tortorelli
E considerazioni critiche arrivano anche dal segretario generale della Uil, Vincenzo Tortorelli. “Non è questo il ripensamento che avevamo richiesto per il provvedimento vitalizi. E non è questa la risposta che ci aspettavamo alla lettera aperta inviata al presidente Bardi. Avevamo messo in guardia a non valutare la “questione vitalizi” come una scelta consentita dalle norme, ma piuttosto – aggiunge – a tenere presente e in debita considerazione le condizioni materiali in cui vive una larga parte della popolazione lucana. Invece si è preferito ridurre la questione agli aspetti normativi perdendo in questo modo l’occasione per dare un segnale di sobrietà e di saper orientare le risorse pubbliche verso chi ha più bisogno. Proprio in questi ultimi due giorni siamo in giro per On The Way 131 in alcuni comuni del Potentino e sia i sindaci che le comunità locali che incontriamo ci affidano un messaggio di impegno sull’emergenza povertà-disagio sociale che è una priorità. Per questa ragione, l’iniziativa della Uil, di intesa con la Uil Pensionati, continuerà a sostegno della proposta di legge che abbiamo presentato finalizzata all’introduzione di misure strutturali di sostegno al reddito per le pensionate e i pensionati con assegni pari o inferiori al minimo. È un segnale importante, che intercetta un bisogno reale e diffuso e che meriterebbe di essere posto con forza al centro dell’agenda politica regionale, insieme a interventi strutturali di contrasto alla povertà. Ci aspettiamo, quanto meno -conclude – la stessa attenzione e soprattutto la stessa celerità nell’esame della nostra proposta dimostrate con il provvedimento dei vitalizi”.
Ma il rischio commissariamento non va via: la Basilicata perde 77,9 milioni. E solo il 7,2% delle prestazioni finisce nelle strutture private accreditate