POTENZA - Tutto come previsto alla vigilia. Il Consiglio regionale, presieduto da Maddalena Fazzari, ha approvato a maggioranza la proposta di legge sulle modifiche alla legge regionale numero 38 del 29 ottobre 2002 e alla legge regionale 37 del 21 dicembre 2017 presentata dai consiglieri di maggioranza. Undici i voto favorevoli (Aliandro, Bardi, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno, Polese e Tataranno) viste le assenze giustificate dei consiglieri Pittella e Casino. Contrari i consiglieri di centrosinistra.
Il provvedimento interviene sulla legge regionale n. 38 del 2002, che disciplina il trattamento economico dei consiglieri regionali della Basilicata, con particolare riferimento all’indennità differita, ossia il trattamento spettante al termine del mandato secondo un sistema di calcolo contributivo.
La modifica principale riguarda l’articolo 11 quinquies, introdotto nel 2025, eliminando ogni riferimento alle legislature precedenti a quella attuale e stabilendo in modo chiaro che possono accedere all’indennità differita esclusivamente i consiglieri eletti a partire dalla XII legislatura e nelle successive. Viene così circoscritta la platea dei beneficiari, in coerenza “con un principio di ragionevolezza e con quanto previsto dalla normativa statale di riferimento”. Si precisa inoltre che i consiglieri in carica nella XII legislatura, o eventualmente sospesi secondo la normativa vigente, devono presentare entro 90 giorni apposita richiesta per effettuare i versamenti contributivi necessari a maturare l’indennità differita. I contributi arretrati possono essere versati in un’unica soluzione oppure rateizzati fino a un massimo di 36 mesi. In ogni caso, il diritto all’indennità matura solo al completamento integrale dei versamenti dovuti.
Coerentemente con questa impostazione, tutte le disposizioni dell’articolo 11 quinquies vengono adeguate sostituendo i riferimenti alla X legislatura con quelli alla XII legislatura. Viene inoltre introdotto un nuovo articolo, l’11 sexies, che stabilisce espressamente che eventuali domande presentate dai consiglieri eletti nella X e nell’XI legislatura per ottenere l’indennità differita restano prive di effetti. In questo modo “si chiarisce definitivamente che il nuovo regime non ha efficacia retroattiva”.
Disposta anche l’abrogazione dell’art 4 bis alla legge regionale 37/2017, introdotto dall’articolo 17 della legge regionale 57/2025 (Collegato alla legge di stabilità regionale 2025). Tale abrogazione elimina ogni collegamento tra la contribuzione versata dai consiglieri per maturare l’indennità differita e il fondo previsto da un’altra legge regionale con finalità diverse.
Respinta dall’assemblea la proposta di legge delle opposizioni sull’abrogazione degli articoli 16 e 17 della legge regionale 30 dicembre 2025, n. 57 (Collegato alla legge di stabilita regionale 2025)”, di iniziativa dei Consiglieri Araneo, Verri, Chiorazzo, Vizziello, Cifarelli, Lacorazza, Marrese e Bochicchio.
Nel suo intervento il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha annunciato ufficialmente la sua rinuncia personale a usufruire dell’istituto previsto dalla norma. “Proprio per la natura del mio incarico e per il momento che stiamo vivendo, non intendo avvalermi di questo istituto”, ha detto, ribadendo che la norma sulle indennità differite ‘’si basa sul sistema contributivo, pertanto non introduce una singolarità ma si allinea a un modello già esistente nel Parlamento nazionale e nella maggior parte delle Regioni italiane, sia di centrodestra che di centrosinistra. Vengono riconosciute, ad ogni modo, delle “criticità” e per questo la maggioranza ha rivisto l’impostazione originaria.