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La protesta sotto la Regione

“Sottratte risorse alle prospettive di noi giovani"

L’appello degli studenti delle scuole superiori di Potenza, scesi ieri in piazza per protestare contro i mini vitalizi: "Tornate indietro"

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Primo Piano
“Sottratte risorse alle prospettive di noi giovani"
La protesta degli studenti contro i vitalizi sotto la Regione
POTENZA - Contro i vitalizi o, come definiti dalle istituzioni, indennità differite. Sono scesi in piazza ieri mattina gli studenti delle scuole superiori del capoluogo lucano. Come annunciato nei giorni scorsi, la mobilitazione è stata organizzata per protestare contro le indennità differite dei consiglieri regionali, gli assegni vitalizi dei politici locali e, più in generale, contro quella che definiscono l’autoreferenzialità della politica regionale. Al centro della protesta il lavoro del Consiglio regionale della Basilicata, accusato di aver trascurato i temi cruciali per la società lucana. Secondo gli studenti, negli ultimi tre mesi - fatta eccezione per una seduta richiesta dalle opposizioni sulla crisi industriale - l’assemblea legislativa lucana si sarebbe concentrata esclusivamente sulla questione delle indennità differite, dando prova di una «autoreferenzialità agghiacciante». A intervenire è stato il presidente della Consulta studentesca, Italo Marsico: "Il tema che si vuole realmente affrontare con questo sciopero non è unicamente quello delle indennità differite e dei vitalizi, percepiti anche da molti politici del centro-sinistra, ma bensì quello dell’autoreferenzialità della politica".
Gli studenti in protesta contro i mini-vitalizi davanti alla Regione
Gli studenti in protesta contro i mini-vitalizi davanti alla Regione
Marsico ha poi ricordato che "la vicenda delle indennità differite si è estinta il 16 febbraio con l’approvazione della proposta del governatore Bardi", ma ha sottolineato come, a suo avviso, resti aperta una frattura nel rapporto tra cittadini e istituzioni. "Non è accettabile che il Consiglio regionale rimanga bloccato per tre mesi per trattare delle pensioni dei consiglieri regionali, mentre ben due proposte di legge realizzate e presentate da noi studenti - che si sarebbero già potute discutere a gennaio o a inizio febbraio - restano in attesa. Ci sono esigenze reali a cui il Consiglio non può sottrarsi. Chiediamo che il danno di fiducia venga sanato attraverso l’approvazione delle due proposte di legge elaborate dalla Consulta Studentesca".
Le proposte, definite tra dicembre e febbraio, riguardano due ambiti distinti. “Siamo scesi in piazza a Potenza - afferma la rete degli studenti medi della Basilicata - per dire no ai vitalizi che il governo regionale vuole reintrodurre, sottraendo risorse a sanità, istruzione e alle prospettive di noi giovani. Il centrodestra ha provato a correre ai ripari eliminando la retroattività della norma, ma senza fare un vero passo indietro sul tema. Per noi questo non basta. Riteniamo inaccettabile che in una regione che vive disagi economici profondi, dalla sanità al trasporto pubblico, si possa istituire una pensione da 600 euro al mese dopo soli 5 anni di mandato. Grave anche il silenzio del Consiglio regionale, che continua a evitare il confronto sul referendum abrogativo contro i vitalizi”.

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